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Informazioni utili

  

Gesù, mio dolcissimo amore
mio unico bene,
sono quì davanti a Te annientato sotto le specie Eucaristiche.

Ti adoro,
ti amo,
ti rinnovo l'offerta totale
della mia vita..."

Dagli scritti di Suor Maria Diletta Maranzano ,

Fondatrice delle
Piccole Missionarie di Maria

  

ASSOCIAZIONE PUBBLICA DI CONSACRATE
 “ PICCOLE MISSIONARIE DI  MARIA”
  

Luciana Maranzano nata nella maternità di Bassano del Grappa  (Vicenza) il 27 –1-1939 da Giuseppe e Agnese Ceccon, risiede a Campese
di Bassano fino all’età di 7 – 8 anni circa,dove è battezzata nella chiesa parrocchiale il 5-2-39 e cresimata il 2 –3 - 48

Da piccola mette da parte i pochi soldini
che il papà,conciatore di pelli, le dava perché
la mamma potesse comprare una sorellina.

Tutta la famiglia poi si trasferisce a Solagna (Vicenza) paesino poco distante da Campese
al di là del  fiume Brenta dove Luciana  conclude la scuola elementare.

A 13 anni sente che  Gesù la vuole tutta sua.
La piccola Luciana non resiste alla chiamata di Dio e, contro la volontà del padre e sfidando anche le sue percosse, entra come aspirantina nella Congregazione delle Suore Francescane Miss.del Sacro Cuore a Gemona del Friuli (Udine). E’ molto impegnata, ma anche allegra
e vivace, le piace giocare, fare le capriole non solo dall’alto verso il basso che tutti sanno fare, ma anche dal basso verso l’alto…

Il  19-7-1955 muore papà Giuseppe, la famigliola viene privata dell’unico sostegno economico, ma nonostante tante difficoltà Luciana continua senza tentennamenti il suo cammino e il  4 -10-1955 inizia il postulantato, prima tappa vera e propria verso la vita religiosa. Ama già tanto Gesù  che per offrirGli dei sacrifici sceglie volontariamente i lavori più umili e più  faticosi come: andare a chiedere la questua, portare da mangiare ai maiali e alle mucche, assistere le suore malate in infermeria, accendere la stufa a legna, che faceva tanto fumo…
 

Finalmente il 1° - 5- 1957 realizza il suo sogno, veste l’abito religioso prendendo il nome di Suor Maria Diletta del Divin  Salvatore iniziando così l’anno di noviziato, periodo di iniziazione alla vita religiosa. La sofferenza, su questa terra è sempre la nostra compagna  di viaggio. La nostra cara Suor Maria Diletta  si ammala. I superiori decidono di mandarla via. La giovane novizia li supplica: “ Piuttosto accudire tutta la vita i maiali, ma non mandatemi via . Io voglio servire il Signore.” 


Il 3-5-1958 emette i Voti temporanei.


Dal 10-5-1958 al 15 -7- 1960 è studente a Roma . Frequenta con diligenza  e impegno la Scuola Magistrale Riconosciuta “P. G. Semeria” dove
il 20 – 7 – 1961 consegue il diploma  di Abilitazione all’insegnamento nelle scuole del grado preparatorio.


Emette i Voti Perpetui (per  tutta la vita)
il  3-5-1963.


Negli anni 1966 – 67 – 68 a Trento  frequenta regolarmente la Scuola Teologica Pastorale sostenendo gli esami con ottimo esito.

Negli anni 1968 – 69 –70  frequenta  il Corso Triennale di Cultura Religiosa per Suore, istituito dalla Segreteria interdiocesana della F.I.R., e autorizzato dall’Ordinario dell’Arcidiocesi di Trento. 


Con tanta gioia ed entusiasmo svolge, sotto l’obbedienza dei superiori, il suo lavoro apostolico di catechista e di insegnante di Scuola materna  in vari paesi del Trentino e del Friuli: Faedis, Vigo Cavedine, Buia, Codroipo, Casa Madre ( Gemona del Friuli ), Buttrio,
Gavazzo Carnico, Tolmezzo.


Il Signore poi, torna a bussare al suo cuore,
le fa sentire  un’ irresistibile aspirazione di “vivere una vita genuinamente evangelica e francescana”

Per questo nell’agosto del 1983, con grande dolore lascia l’amato Istituto  delle Suore Francescane Missionarie del S.Cuore, dove rivestiva la carica di Consigliera provinciale e nel quale era stimata e apprezzata. Si unisce ad altre sorelle per rispondere alla chiamata di Gesù in una vita di consacrazione più radicale: di più preghiera, di più povertà e di rinuncia ad ogni sicurezza.

Dal Veneto raggiunge la Ciociaria e a Paliano vive con altre sei sorelle, in affitto nel convento dei Frati Minori Cappuccini dove sono accolte e riconosciute dal Vescovo della Diocesi di Palestrina Mons.Renato Spallanzani.

Qui, oltre alla catechesi, la scuola materna e il gruppo di preghiera,vuole mettere in pratica anche le parole di Gesù:  “Ero  carcerato e siete venuti  a trovarmi”(Mt 25, 36 ), così dal novembre del 1991 ad agosto del 1999 svolge l’incarico di Assistente Volontaria  presso i detenuti della Casa di Reclusione di Paliano.In questi anni diventa l’angelo consolatore non solo dei reclusi, ma anche del personale operante.
A volte salta anche il pranzo per poter ascoltare e confortare più persone possibile.

 
Il 6 aprile 1995 muore la mamma, assistita con tanto amore da Suor M.Diletta. Restano le due sorelle Rosa Maria e Giovanna.


Nel 1996 i Frati Cappuccini mandano alle Suore una lettera di sfratto, mettono in vendita il convento e il terreno circostante.
Suor M. Diletta e le consorelle, dopo vari tentativi di scendere ad un accordo con i Frati Cappuccini, cercano un’altra abitazione nel paese ma,  non trovandola, nel gennaio del 1998 decidono di accettare l’insistente invito dei Frati Minori di trasferirsi in alcuni locali del  loro convento di Pofi, dove rimangono fino al 19 novembre del 2001.


Nel 2001, dopo varie peripezie, Mons. Salvatore Boccaccio, Vescovo della Diocesi di Frosinone –Veroli –Ferentino, cerca una casa dove le Suore possano vivere la loro consacrazione con una certa autonomia. Così  Suor M. Diletta e le consorelle, il 19 novembre, lasciano Pofi e si trasferiscono a Veroli, provvisoriamente in alcune stanze dell’ex-episcopio in attesa di una sistemazione più idonea.


Il 25 gennaio del 2002 comincia per Suor M. Diletta la dolorosa salita al Calvario. A Roma nel pronto soccorso del Policlinico Agostino Gemelli, dopo una serie di esami le viene diagnosticato un MIELOMA MULTIPLO. E ordinato il ricovero per la mattina seguente nel reparto di ematologia per più approfonditi accertamenti, onde intervenire con  terapie appropriate.


I ricoveri si susseguono a distanza di pochi giorni per vari cicli di chemio-terapia, che la fanno stare molto male, ma Suor M. Diletta dalla sua stanza guarda la lontana cupola di S. Pietro e offre la sua sofferenza per il Papa, per la Chiesa. Poi  tentano due mini-autotrapianti di cellule staminali che purtroppo non portano alcun risultato, ma solo tanta sofferenza.
Poi è sottoposta a periodici e tanto dolorosi aspirati e biopsia del midollo.

Nel 2005 le cellule cancerogene raggiungono l’80%, le viene praticata una nuova chemio-terapia, che danneggia irreparabilmente il midollo, che non è più in grado di produrre globuli e piastrine.Quindi sono necessarie trasfusioni di sangue e di piastrine, prima una volta la settimana  poi ogni tre o quattro giorni.

Il 23 – 1 – 2006 sul  referto medico rilasciato dopo il controllo in day hospital  di ematologia,
nel Policlinico“A. Gemelli” è scritto: “Dopo diversi tentativi di salvataggio, attualmente in progressione di malattia”.

 I valori del sangue e le difese immunitarie sono sempre molto bassi. E’ molto debole fisicamente, facilmente si ammala: dolori forti alle ossa, più volte broncopolmonite, frequenti epistassi, herpes-zoster…dopo la Pasqua del 2007 il male intacca anche il fegato e la milza che si gonfiano enormemente insieme allo stomaco.  Mercoledì, 30 maggio in day hospital a  Frosinone ha una reazione allergica alle piastrine, sta tanto male, che rischia di morire.

Martedì  mattina 5 giugno, ha 39° di febbre, ha dolori alle ossa, non trova riposo, è affannata e respira con fatica , le viene messo l’ossigeno per aiutarla, ma niente le giova, soffre molto.

Alle 14,30 è ricoverata all’ospedale “Umberto I°” di Frosinone nel reparto di ematologia.
La situazione è gravissima: febbre a 40°, pressione alta…vari focolai ai polmoni. Passa tutta la nottata e il giorno seguente con dolori fortissimi.. Verso sera  incomincia a respirare sempre più lentamente e alle 19,35 la nostra carissima Suor M.Diletta , come un angelo, torna  tra le braccia amorose del Padre.



Il 7 giugno alla camera ardente è  un avvicendarsi di gruppi in continua preghiera.

L’8 giugno alle 16,30 i funerali sono  celebrati
da 9 Sacerdoti, la Cattedrale “S. Andrea” a Veroli (FR) è gremita di gente. Il coro, accompagnato dal suono armonioso dell’organo, canta gli inni che a Suor M. Diletta  piacevano tanto.
“ E’ morta una Santa! “ Ripetono le persone le une alle altre.                             

A tarda sera  inizia una veglia di preghiera, la chiesa  è piena di gente, che prega,
canta e… sarebbe rimasta tutta la notte
se il Parroco alle 24,30 non avesse deciso di
chiudere la chiesa.

Il 9 giugno alle  4,30 la salma è trasportata a Vago di Lavagno (VR) dove è  tumulata nella tomba di famiglia della sorella Giovanna.

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Suor M: Diletta era un’anima tutta innamorata di Dio.Lui solo cercava, Lui solo amava, Lui contemplava. Guidata da Maria, con amore e zelo Lo portava ai fratelli per affrettare l’avvento del Regno di Dio nel mondo e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Era una Suora: sensibile, allegra, entusiasta, premurosa… aperta al dialogo, pronta a riconoscere i propri torti…sapeva vedere in ogni creatura un raggio della bellezza, della bontà
e dell’amore di Dio. Gioiva per le cose belle del creato, dalle montagne innevate  al più piccolo fiore di campo, gli occhietti della Madonna, così li chiamava lei. Per i lavori realizzati  da qualche sorella , come una bambina, soleva esclamare: “Che bello”!

Passando per viale S. Francesco d’Assisi  a Paliano, la scarpata del parco in primavera
in autunno era tappezzata di ciclamini e lei osservandoli ripeteva: “Guarda come crescono e fioriscono a gruppetti! Così noi dobbiamo farci sante tutte in gruppo”.

Amava le consorelle e le accettava così come erano con difetti e pregi, le incoraggiava e le esortava a vivere un’intensa vita spirituale:
di silenzio per custodire, come Maria , nel proprio cuore la PAROLA; di preghiera incessante; di purezza di cuore e di mente;
di donazione totale al Padre…per mezzo di Maria.

Suor Maria Diletta, anche se di costituzione molto gracile, è stata veramente, come Maria, con Maria e in Maria, la donna forte ai piedi della croce e sulla croce.

Durante la sua malattia lunga e molto dolorosa non si lamentava mai, anzi cercava di nascondere la sua sofferenza per sostenere noi, per non farci preoccupare… Alla sorella Giovanna, che era venuta a trovarla  diceva: “Mi dispiace morire perché devo lasciare sole le mie due sorelline”.

Nell’ospedale, sia a Roma che a Frosinone, era sempre pronta ad aiutare, ascoltare e confortare le persone che vedeva nella sofferenza, anche il personale medico e paramedico spesso ricorreva a lei e questo fino a circa un’ora prima di morire.

Noi due (suore ) che siamo vissute per tanti anni con lei, condividendo gioie, dolori e speranze…, possiamo affermare che Suor M:Diletta era veramente un’anima evangelica:sapeva gioire con chi era nella gioia, ma si commoveva fino alle lacrime per chi era nella sofferenza.
                                          

  

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