Prostrati ai vostri piedi,
o supremo Creatore dell’Universo,
vi adoriamo colla più profonda umiltà in questo augustissimo Sacramento
e imploriamo il vostro aiuto per ben disporci alla vostra venuta.
Degnatevi pertanto di ravvivare in noi quelle speranze, che nutriva nel suo cuore la santissima Madre Maria, che, sulle promesse dei Profeti, stava in aspettazione del sospirato Messia.
Pater, Ave, Gloria.
Vaga l’aurora,
ecco l’ora che il promesso a noi Messia
degna Madre a te s’invia
Gabriello lieto e bello ti saluta :
«Ave Maria».