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 I sette passi
sulla via della pace 

I SETTE PASSI
SULLA VIA DELLA PACE

La Confessione è un cammino da percorrere in sette passi successivi.

1. La preghiera.

Prima di incominciare il tuo esame di coscienza, raccogliti in preghiera e chiedi a Dio
la luce necessaria. Infatti, è la Grazia che ci aiuta a vedere i peccati, anche i più riposti,
e ad evitare le forme di autoinganno e di autogiustificazione.


2. L’esame di coscienza.

L’esame di coscienza “ è una diligente ricerca dei peccati che si sono commessi, dopo
l’ultima confessione ben fatta” (Catechismo di S. Pio X).
Nell’esame di coscienza “ devi richiamare alla memoria, tutti i peccati commessi, non
mai confessati, in pensieri, parole, azioni e omissioni, contro i comandamenti di Dio e
della Chiesa e gli obblighi del proprio stato” (Catechismo di S. Pio X).


3. Il dolore.

Se prenderai consapevolezza dei tuoi peccati davanti al Crocifisso, non ti sarà difficile
provare un profondo dolore, per averlo offeso e gli chiederai di cuore perdono.
La qualità spirituale di una confessione dipende in modo rilevante dal dolore dei peccati
e dal conseguente proposito di non peccare più.
La tradizione spirituale distingue fra un dolore perfetto o contrizione e uno imperfetto
o attrizionenullsia efficace.Il dolore perfetto è quando proviene dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa.
Il dolore imperfetto è quando nasce dalla considerazione della bruttura del peccato o
dal timore della dannazione eterna e delle altre pene.


4. Proposito

E’ la fermezza del proponimento che fa progredire nel cammino spirituale. Se la confessione
si conclude con proposito concreto, diventa uno strumento efficace nel cammino
di santità.


5. L’accusa

L’accusa dei propri peccati deve essere umile, senza alterigia e senza scuse; deve essere
sincera, cioè dichiarare i peccati quali sono, senza scusarli, sminuirli o accrescerli; deve
essere prudente, usando termini improntati a modestia e riservatezza, evitando di
rivelare i peccati degli altri; deve essere breve, astenendosi dal dire al confessore cose
inutili.
“ Colui che per vergogna o per qualche altro motivo tace colpevolmente qualche
peccato mortale in confessione, profana il sacramento e perciò si fa reo di un gravissimo
sacrilegio” ( Catechismo di S. Pio X).
Deve perciò esporre al confessore il peccato taciuto e rifare la confessione dall’ultima
ben fatta.


6. L’assoluzione

Quando ci sono le disposizioni richieste dalla dignità del sacramento, il confessore
impartisce l’assoluzione in nome di Gesù. Tuttavia, quando esse mancano, può differirla
o negarla. Ma ciò non deve indurre allo scoraggiamento o al risentimento. Piuttosto il
penitente deve considerare umilmente la sua situazione spirituale e mettersi quanto
prima nella condizione di poterla ricevere.


7. La penitenza

L‘assoluzione toglie il peccato ma non porta rimedi a tutti i disordini che il peccato ha
causato. Risollevato dal peccato, il peccatore deve recuperare la salute spirituale.
“La penitenza sacramentale è uno degli atti del penitente, col quale egli dà un qualche
risarcimento alla giustizia di Dio per i peccati commessi, eseguendo quelle opere che il
confessore gli impone... La penitenza viene data perchè l’ordinario, dopo l’assoluzione
sacramentale che rimette la colpa e la pena eterna, resta una pena temporale da
scontrarsi in questo mondo o nel purgatorio. Le opere di penitenza si possono ridurre a
tre specie: alla preghiera, al digiuno, alla elemosina”. (Catechismo di S. Pio X)